Come separarsi in modo consensuale? La separazione consensuale e negoziazione assistita

La separazione consensuale è lo strumento che la legge mette a disposizione dei coniugi che intendono separarsi di comune accordo e che hanno perciò stabilito insieme i diritti relativi al patrimonio, all’assegno di mantenimento per il coniuge più debole e i figli, all’affidamento della prole e all’assegnazione della casa coniugale.

L’accordo, che coinvolge tutti gli aspetti, viene stipulato in privato con l’assistenza di uno o due avvocati (a seconda che i coniugi abbiano deciso di farsi assistere in maniera comune o meno), ma per divenire efficace deve essere omologato dal Tribunale con apposito provvedimento.

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Tra le forme di separazione dei coniugi che ancora oggi si svolgono all’interno delle aule di giustizia, la separazione consensuale è sicuramente quella privilegiata dall’ordinamento, sicuramente preferibile rispetto a quella giudiziale non solo per la minore conflittualità che si viene normalmente ad instaurare fra le parti (peraltro con notevoli riflessi positivi anche in merito ai rapporti con gli eventuali figli), ma anche perché presenta forme procedurali decisamente più snelle e rapide.

In alternativa alla separazione consensuale in Tribunale, i coniugi che intendano separarsi di comune accordo hanno un’altra possibilità: quella di ricorrere alla negoziazione assistita

La negoziazione assistita è un accordo che si raggiunge all’esito di una procedura conciliativa condotta dalle parti, con l’assistenza di due avvocati e con l’impegno di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere i loro rapporti in maniera amichevole.

Tale accordo, va concluso in forma scritta ed è sottoscritto dagli avvocati che ne attestano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico e che certificano l’autenticità delle firme dei coniugi.

Se rispetta questi elementi, esso produce gli stessi effetti della separazione omologata dal Tribunale.

Tuttavia, è prima necessario sottoporre l’accordo al vaglio del PM e poi trasmetterlo allo stato civile per le necessarie annotazioni.

E’ una via molto più veloce non essendo necessario il passaggio in tribunale in quanto viene conclusa davanti agli avvocati

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